Napoli

tutto sulla città da chi la vive e chi l'ama e sulla regione Campania
Oggi è martedì 29 dicembre 2009, 1:42

Tutti gli orari sono UTC +1 ora [ ora legale ]



Welcome
Benvenuto sul Forum di Napoli e la Campania.

Ora stai vedendo il forum come Ospite, e perciò hai un accesso limitato solo ad alcune zone. Iscrivendoti Gratis alla community, potrai accedere alle zone riservate, comunicare con messaggi privati (PM) con altri iscritti, rispondere ai sondaggi, inserire messaggi e immagini, e altro tutto sempre gratis.

Registrati Gratis ora ed entra in questa nuova famiglia!


Nota Bene i Banner pubblicitari che vedi nel forum sono inseriti direttamente da freeforums che offre in cambio il servizio gratuito di cui usufruisce al momento questo forum, non siamo quindi responsabili dei loro contenuti.




Apri un nuovo argomento Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 1 messaggio ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Storia della Festa di Piedigrotta
MessaggioInviato: mercoledì 22 agosto 2007, 17:49 
Non connesso
Amministratore
Amministratore
Avatar utente

Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 19:17
Messaggi: 80
Località: Napoli
[align=justify]La storia della Piedigrotta

Le radici della Piedigrotta affondano nel passato più mistico e simbolico di Napoli.

Risalgono ai baccanali erotici, ai misteri lascivi che si celebravano di notte a ritmo di canti osceni intorno al simulacro del dio Priapo.

Non a caso la Piedigrotta è la più tumultuosa, gioconda e pittoresca delle feste popolari napoletane.

La festa napoletana per eccellenza.

Una festa legata visceralmente a due luoghi simbolo della città: la Cripta Neapolitana, in cui si celebravano le orge in onore di Priapo e il Santuario di Piedigrotta che sostituì, una volta cristianizzato il culto, la più antica cappella pagana situata nella grotta.

Nella chiesa fu posta la statua della Vergine che, secondo la leggenda, fu trovata seguendo le indicazioni date in sogno dalla Madonna stessa a tre differenti persone, l’8 settembre del 1353.

E proprio quella statua divenne fulcro di un culto religioso molto sentito, tanto dal popolo quanto dai regnanti delle diverse dinastie, che fecero di quella chiesa ai piedi della grotta una meta costante di visite, cortei e cavalcate, a cominciare dagli Angioini e dagli Aragonesi per arrivare ai Borboni.

Proprio con i Borboni, la Piedigrotta raggiunge fulgore regale e ufficialità, con l’inserimento della grande parata militare che ne fa festa nazionale di Casa Borbone.

Resta comunque il Seicento il secolo d’avvio ufficiale della festa.

E’ in questo periodo che si sviluppa la pratica religiosa dei nove sabato di Santa Maria di Piedigrotta. Gruppi di devoti arrivano in pellegrinaggio, anche dalle zone limitrofe. Tanti a piedi scalzi, per chiedere un miracolo o per grazia ricevuta: donne desiderose di trovare marito o restare incinte, madri preoccupate per i propri figli lontani in mare, marinai grati per pericoli scampati. Per i primi anni la festa si celebra nella grotta, in seguito si allarga alla villa comunale. Si prega, si mangia, si canta, si balla. E’ un inno alla vita, insomma, prima dell’arrivo dell’inverno.

Nell’Ottocento, dopo la caduta dei Borbone, dalla festa scompaiono le sfilate militari che per circa due secoli ne avevano disegnato il profilo “civile”.
La Piedigrotta va avanti con il pellegrinaggio religioso, i giochi pirotecnici da terra e da mare, le luminarie, le bancarelle.

Per manifestazioni politiche patriottiche ed per il pericolo di un’epidemia di colera, le autorità ne decretano la sospensione. Naturalmente la Madonna di Piedigrotta continua ad essere festeggiata, in maniera spontanea, da lazzari, borghesi e nobili.

Nel 1835 prende forma la Piedigrotta canora che offre alla melodia partenopea il suo trampolino di lancio.

Il ritornello della canzone “Io te voglio bbene assaje” diventa il must del Regno, le note di “Fenesta vascia”, “Michelemmà” insieme a tante altre, salpano dal Golfo per approdare in America e in Australia.

“‘O Sole mio” (Piedigrotta, 1898) diventa la colonna sonora di una intera città, e da lì si diffonde, superando qualsiasi confine geografico e temporale.

Negli anni Sessanta viene ideato il popolarissimo Festival della canzone napoletana.

Di lì a poco sarebbe iniziato il declino di una tradizione popolare che ha attraversato i secoli…


I luoghi della festa

In principio fu la Crypta Neapolitana. Un’oscura galleria, che la leggenda vuole scavata da Virgilio il mago in una sola notte, ad unire la città ai Campi Flegrei. Costruita in epoca romana per favorire il trasferimento dei legionari dalla spiaggia di Mergellina a Pozzuoli, la grotta divenne meta di continui pellegrinaggi. Lì i napoletani antichi onoravano ogni anno, quando calava la sera del 7 settembre, la carnale potenza di Priapo.

Poi venne Gesù. E nei luoghi del dio pagano i cristiani eressero un’edicola a Santa Maria dell’Idria, anch’essa simbolo della fertilità. Nel corso del tempo, il verde della collina di Posillipo a fare da aureola, la cellula iniziale della costruzione sacra di Santa Maria “de pedi grotta” dovette subire numerose trasformazioni ma non ci sono testimonianze che l’attestino. La prima notizia documentata, di una chiesa organizzata a Piedigrotta, risale agli inizi del XIII secolo.

Di certo il Santuario, come lo conosciamo oggi, fu eretto dopo le apparizioni, in sogno, della Vergine Maria a due uomini ed una donna tra Chiaia, Piedigrotta e Castel dell’Ovo. Correva l’anno 1353, era la notte che precede l’otto settembre, celebrazione della nascita della Madre di Dio. Nelle visioni, Maria, aveva parlato di un luogo, inondato da continue piogge, che nascondeva sotto il fango una sua immagine. Aveva richiesto che lì fosse edificato un luogo di culto. Non passò molto tempo e l’edificio fu innalzato. I fedeli avevano fatto a gara nel donare offerte, una volta saputo del miracoloso sogno in contemporanea. Le fondamenta sorsero proprio dove, effettivamente, fu rinvenuta una statua lignea raffigurante una Madonna seduta.

Per i pescatori, il posto riprese a rappresentare una specie di elemento propulsivo. Fu come accendere una luce e anche il popolo cominciò ad arrivare dal centro della città. In massa. Nel 1358 Petrarca, in soggiorno a Napoli, ne descrive l’incredibile via vai quotidiano di persone, non solo gente di mare. Più o meno da qui prende vita la festa della Madonna di Piedigrotta, in sostituzione degli antichi riti pagani e delle celebrazioni in memoria del poeta latino Virgilio, sepolto nelle vicinanze. La grotta è nota anche con il nome di grotta di Virgilio o di Posillipo.


La canzone Napoletana

Quando si parla di Piedigrotta non si può far a meno di pensare alla canzone napoletana.

Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, E.A. Mario sono soltanto alcuni dei nomi più famosi legati alla festa settembrina.

L’inizio della parabola della canzone piedigrottesca è datato 1839, anno di nascita di Te voglio bene assaje. Luigi Settembrini, nel carcere di Santa Maria Apparente, ascoltò la canzone di Raffele Sacco e scrisse: “Ogni anno la festa di Piedigrotta…il popolo napoletano va nella grotta di Pozzuoli e lì l’uno sfida l’altro a cantare improvviso, e la canzone giudicata la più bella si ripete da tutti, è la canzone dell’anno; questa fu tra le bellissime ed io non posso ancora dimenticarla. Tre cose belle furono in quell’anno: la ferrovia, l’illuminazione a gas e Te voglio bene assaje”.

Anche se la collocazione del celeberrimo capolavoro nello scenario di Piedigrotta non è del tutto certa, che si cantasse è sicuro. Ma una vera e propria gara non c’era. Le raccolte di canzoni erano destinata alla crema di quel dieci per cento della popolazione napoletana che sapeva leggere e scrivere e ai viaggiatori del Gran tour.

L’unità d’Italia, con il perduto ruolo di capitale, alimentò la nostalgia partenopea e il rifugiarsi nella lingua degli avi. In questi anni nacque la canzone classica napoletana. E Piedigrotta diventò davvero un moltiplicatore di successo e forse persino il luogo di un confronto fra gli ultimi depositari della vena popolare e il nuovo multiforme ceto di canzonieri.

Del 1876 è il primo documento sul concorso musicale. Siamo ancora alla preistoria.

Piedigrotta conosce la sua prima canzone di universale successo nel 1880. In quell’anno nacque Funiculì funiculà.

Da quel momento Piedigrotta divenne, in dimensione vistose, il luogo del successo: di Funiculì funiculà venne stampato in un anno un milione di copie.
Neppure il colera, nel 1884, impedì la gara.

Nel 1889 le canzoni di Piedigrotta erano più di tremila. Il fenomeno canoro divenne un discreto affare per tutti i settori della cultura napoletana, con famosi illustratori chiamati a “disegnare” i fascicoli piedigrotteschi e grandi firme come Croce e Matilde Serao a definire i contenuti.

Il declino di Piedigrotta cominciò dopo la Prima Guerra Mondiale e si accentuò negli anni dell’ascesa di Mussolini.

Il duce, nel 1942, pretese una triste festa settembrina nel cortile del Maschio Angioino.

Piedigrotta tornò ufficialmente nel 1946, con una edizione povera e, nonostante i tentativi di restituire senso e dignità alla festa, l’avvento della televisione rese inutile e patetica una rassegna da strada. Il concorso si trascinò fino agli anni 80 per poi cadere nell’oblio.


Gli artigiani della Piedigrotta

La Napoli di Piedigrotta è anche la Napoli di ceramisti, ebanisti e mobilieri, fabbri, pittori, decoratori. Ne sono testimonianza le tante opere artigiane che l’hanno immortalata, come fotografia, in stampe, piatti, accessori di diverso utilizzo.

Man mano che si accresceva la complessità della festa e la sua articolazione, aumentarono la specializzazione, la divisione del lavoro, la gerarchizzazione degli apparati e delle organizzazioni che presiedevano alla sua preparazione. E aumentò l'importanza economica della festa stessa, e non solo per i visitatori che essa portava a Napoli, o perché a partire dalla Piedigrona gli editori musicali prendevano il via per "esportare" le loro canzoni anche nel resto d'ltalia e del mondo. Carri, fuochi pirotecnici, sfilate, fiaccolate, palchi, pedane, chioschi, recinti nascevano dal lavoro di ideatori, organizzatori, finanziatori, architetti, scenografi, impresari, ma anche da quello di sarti, fuochisti, carpentieri, artigiani, decoratori; le canzoni erano il frutto della creatività di autori, musicisti, illustratori, dello spirito imprenditoriale degli editori, ma richiedevano l'impiego di compositori, tipografi, piegatori, spedizionieri: Piedigrotta era una grande occasione di lavoro - e richiedeva un'alta qualità di lavoro - per molte persone.[/align]


Fonte: www.festadipiedigrotta.it

_________________
Immagine

www.retenapoli.com


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 1 messaggio ] 

Tutti gli orari sono UTC +1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi

Cerca per:
Vai a:  
cron